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DISANTROPICA 6°01’26.0″S 145°59’38.1″E

7 Maggio 2022 @ 18:00 - 5 Giugno 2022 @ 19:00

La Galleria Pirra ha il piacere di presentare gli ultimi lavori dell’artista torinese Gabriele Zago. La mostra dal titolo “Disantropica”, a cura di Afrodite Oikonomidou, raccoglie immagini di sorprendente forza e vivacità che, unendo l’arte della fotografia e della comunicazione, affrontano temi di estrema attualità e importanza.

Le opere di Gabriele Zago catturano l’occhio con la loro sorprendente forza e vivacità e hanno tutte le caratteristiche per affascinare lo spettatore e rimanere impresse nella memoria. Immagini originali, esteticamente perfette, intriganti e un po’ surreali, sono il frutto della creatività di un artista intenso e raffinato. Grazie alla sua grande passione per i viaggi remoti, la profonda conoscenza della fotografia, una straordinaria sensibilità verso le problematiche causate dalla globalizzazione e un’invidiabile maestria dell’uso della grafica, riesce ad affrontare temi di estrema attualità e importanza, interpretandoli con una geniale impronta semiotica.

Nello specifico della mostra “Disantropica” le persone raffigurate appartengono ad alcune delle tribù della Papua Nuova Guinea che maggiormente subiscono le conseguenze della globalizzazione. La serie inedita “Destino Manifesto” fa riferimento allo sfruttamento intensivo delle terre legato alla produzione dell’olio di palma che sottrae sempre più spazio agli indigeni, sostituendo la foresta primaria con un ambiente artificiale. Le figure risultano invase da una texture dai colori innaturali, soffocate da questa natura sintetica che si sta creando. Nel caso della serie “Colors Still Remain” si procede con una totale sottrazione e dematerializzazione dell’individuo stesso. Il corpo quasi si dissolve, si estingue, rimane solo la sintesi dei colori, delineati e dirompenti.

I progetti di Gabriele Zago nascono come reportage fotografici con un marcato taglio antropologico per poi svilupparsi intorno ad una chiave di lettura, attraverso un elaborato processo grafico. Zago prepara ogni sua esplorazione fotografica con meticolosità e impegno: studia nei minimi dettagli il territorio da visitare, indaga sulle popolazioni locali, approfondisce la storia, pianifica gli spostamenti. La sua ricerca, esistenziale prima che artistica, lo porta a compiere imprese emozionanti, spesso ardue, a volte pericolose, che gli permettono di incontrare e documentare popolazioni, etnie e territori colpiti dall’inarrestabile corso di “evoluzione” e “progresso” che per loro significa solo un lento e inevitabile processo di estinzione. Si tratta di comunità che abitano alcune delle aree più estreme del pianeta, popolazioni indigene costrette ad una dolorosa sopravvivenza tra cambiamenti climatici, deforestazione, coltivazioni intensive, processi socio-politici, interessi delle grandi multinazionali.

Per realizzare i suoi scatti Gabriele Zago si ispira all’uso della fotografia dei primordi, al metodo dell’esatta riproduzione della realtà, quando la fotografia rappresentava uno strumento fondamentale per gli studi antropologici. Ma il suo obiettivo non è la fotografia antropometrica né l’immagine scientifica. E’ pienamente consapevole che il suo sguardo non produce documenti oggettivi, essendo lui un soggetto appartenente ad una cultura differente da quella documentata. Si limita a seguire il suo istinto artistico e a captare i segnali trasmessi dalle persone e dalla natura per costruire il suo racconto. Si avvicina con estremo rispetto e umiltà ai suoi soggetti e li ritrae nel loro ambiente naturale, senza invadere la loro intimità e senza creare pose innaturali in funzione del suo progetto. L’elaborazione dell’immagine in chiave artistica avviene dopo, a viaggio concluso, con l’individuazione del titolo e un articolato lavoro di post-produzione che determina il messaggio da veicolare. Attraverso il linguaggio dei segni, le ricercate combinazioni di colori e di materiali e il sapiente impiego di originali espedienti grafici, lo scatto iniziale si trasforma in manifesto, assume significati, rivela storie sconosciute. Gabriele Zago mette in atto tutta la sua abilità comunicativa e, al termine di questo processo concettuale e grafico, ci consegna icone accattivanti, con tratti decisamente pop, che colpiscono per la loro bellezza quasi esasperata e nello stesso tempo per il forte contenuto di denuncia.

In questo contesto, DISANTROPICA 6°01’26.0″S 145°59’38.1″E cerca di trasmetterci il grido d’allarme delle tribù della Papua Nuova Guinea che subiscono inesorabilmente le conseguenze del progresso globalizzato. Confinate e afflitte da problematiche completamente estranee alla loro esistenza indigena, rischiano di estinguersi, di dissolversi in un’attrazione folcloristica senza radici. La “disumanità” del nostro mondo nei loro confronti e le coordinate dei territori dove tutto avviene, costituiscono il titolo della mostra!

Afrodite Oikonomidou

Dettagli

Inizio:
7 Maggio 2022 @ 18:00
Fine:
5 Giugno 2022 @ 19:00