UGO GIANNATTASIO

Auto in corsa - UGO GIANNATTASIO
Auto in corsa (Giannattasio)

Ugo GIANNATTASIO (Roma 1888 – Torino 1958)

Frequenta l'Accademia di belle arti e la scuola libera del nudo a Roma, dove stringe amicizia con Gino Severini.
Nel 1906 si trasferisce a Parigi, spinto dall'interesse per le nuove tendenze artistiche che si sviluppavano in quegli anni, e frequenta gli artisti che si ritrovavano alla Closerie des Lilas, dove incontra di nuovo Severini, accompagnato da Filippo Tommaso Marinetti. Nel frattempo il futurismo si era imposto all'attenzione degli ambienti artistici e Giannattasio si unisce ben presto al gruppo. Nel 1912 e nel 1913 espone al Salon des Indépendants. La sua pittura, improntata a una grande concretezza, mostra l'interesse per il cubismo nell'uso di un linguaggio spoglio ma rigoroso, unito a una sintesi di simultaneità dinamica tipicamente futurista. L'impegno espositivo negli anni immediatamente precedenti il primo conflitto è vivace sia in Italia che all’estero. Dopo le drammatiche vicende del primo conflitto mondiale si stabilisce a Roma.
Nella prima metà degli anni Venti la sua attività è intensissima ed estremamente diversificata: pittura, letteratura, arti applicate, scenografia e costumi. Questa creatività si sviluppa intorno ai temi centrali del Futurismo, in particolare l'esaltazione della macchina e il mito della velocità. In quegli anni partecipa a importanti rassegne, tra cui la mostra di Valori plastici, tenutasi nel 1922 nel palazzo delle Esposizioni di Firenze, e l'Exposition Internationale d'art moderne a Ginevra.
Partecipa alla campagna d'Etiopia, alla seconda guerra mondiale e, sopravvissuto ai campi di prigionia nazisti, tornato in Italia si trasferisce a Torino. La sua inclinazione artistica sviluppa una decisa propensione per la non figurazione, vicina per alcuni versi alle contemporanee tendenze informali. La sua pittura, pur prendendo le mosse dalle esperienze futuriste, risulta più libera da quel formalismo e si risolve in una astrazione essenziale e meditativa, con forti accenti poetici, soprattutto nell'intensità cromatica e nelle atmosfere meditative e vagamente malinconiche.