TULLIO CRALI

Studio per costume teatrale - TULLIO CRALI
Studio per costume teatrale (Crali 32)
Aerei in picchiata - TULLIO CRALI
Aerei in picchiata (Crali 42)

Tullio CRALI (Igalo, Montenegro 1910 – Milano 2000)

Tullio Crali nasce nel 1910 a Igalo, in Dalmazia (attuale Montenegro), ma ben presto la famiglia si trasferisce a Zara dove ha il primo, decisivo incontro con un aeroplano, un idrovolante che ammara proprio di fronte alla sua casa.
A Gorizia, dove si trova dal ’22, frequenta l’Istituto Tecnico e comincia a dar prova delle sue capacità artistiche. Nel 1925 scopre il Futurismo e ad esso rimarrà fedele per tutta la vita. Sono di questo periodo i primi tentativi di pittura che firma con lo pseudonimo “Balzo Fiamma”.
Nel 1928 vola per la prima volta e l'anno successivo, quello in cui nasce l'aeropittura futurista, si mette in contatto con Filippo Tommaso Marinetti, di cui diverrà anche amico personale, ed entra ufficialmente nel movimento. Nonostante la giovane età, Crali gioca un ruolo significativo nell'aeropittura. I suoi primi aerodipinti (1929) rappresentano aerei militari. Negli anni Trenta le sue opere divengono realistiche, avendo l'intento di comunicare allo spettatore l'esperienza del volo. Il suo lavoro più noto, Incuneandosi nell'abitato (1939), mostra un tuffo aereo dal punto di vista del pilota, con gli edifici sottostanti rappresentati in una prospettiva vertiginosa.
Dopo le sue prime mostre in Italia, nel 1932 Marinetti lo invita ad esporre a Parigi nella prima mostra di aeropittori italiani. Gli anni successivi, fino all’immediato dopoguerra, vedono Crali protagonista indiscusso della scena artistico futurista italiana, presente a mostre e convegni. Si dedica inoltre all’altro suo grande interesse: la poesia. Negli anni Cinquanta vive a Parigi e dal 1962 al 1966 al Cairo.
Tornato in Italia riprende con vigore il suo impegno futurista, partecipando a mostre, serate con declamazioni e conferenze. Nel 1977 crea nel suo studio a Milano un Centro di Documentazione Futurista rivolto a studenti. La partecipazione a prestigiose esposizioni in Italia e all’estero prosegue serrata negli anni seguenti. Nel 1994 il MART di Rovereto gli dedica una grande mostra personale che comprende pitture, sculture, polimaterici, manifesti. Al Museo l’artista dona non solo un cospicuo numero di opere, ma anche un grosso nucleo di materiale documentario sul Futurismo, raccolto nei “libroni” creati negli ultimi vent’anni della sua vita.