MAYA KOPITZEVA

Palle di neve (copertina rivista) - MAYA KOPITZEVA
Palle di neve (copertina rivista) (U-30)
Veduta - MAYA KOPITZEVA
Veduta (KOP-103)
Natura morta - MAYA KOPITZEVA
Natura morta (KOP-95)
Natura morta con more - MAYA KOPITZEVA
Natura morta con more (KOP-9)
Natura morta con peperoni - MAYA KOPITZEVA
Natura morta con peperoni (KOP-79)
Mele - MAYA KOPITZEVA
Mele (KOP-77)
Fiori di campo - MAYA KOPITZEVA
Fiori di campo (KOP-58)
Lillà - MAYA KOPITZEVA
Lillà (Kop-15)
Natura morta con melograni e pere - MAYA KOPITZEVA
Natura morta con melograni e pere (Kop-22)
Papaveri - MAYA KOPITZEVA
Papaveri (KOP-14)
Finestra sul giardino - MAYA KOPITZEVA
Finestra sul giardino (KOP-93)
Fiori sulla finestra - MAYA KOPITZEVA
Fiori sulla finestra (KOP-67)
Lillà - MAYA KOPITZEVA
Lillà (KOP-16)
Banane - MAYA KOPITZEVA
Banane (Kop-63)

Maya KOPITZEVA (Gagra, Georgia, 1924 - San Pietroburgo, 2005)

Maya Kuzminichna Kopitzeva nasce nel 1924 in Georgia, ma già l’anno successivo la famiglia si trasferisce a San Pietroburgo.
Dal 1941 al 1945 completa il ciclo di studi artistici presso l’Accademia di Belle Arti. Dal 1946 frequenta il prestigioso Istituto Repin di San Pietroburgo sotto la guida di Boris Fogel, Leonid Ovsiannikov e Alexander Zaytsev, diplomandosi nel 1951 con Boris Ioganson. Nello stesso anno diventa membro dell’Unione degli Artisti di San Pietroburgo. Da quel momento inizia un’intensa attività produttiva, caratterizzata in particolare da nature morte e scene di vita quotidiana, ed espositiva in patria e all’estero. Tra i numerosi riconoscimenti ufficiali, nel 2001 viene insignita del titolo di Artista Emerito della Federazione Russa.

Maya Kopitzeva è considerata una dei principali rappresentanti della Scuola di pittura di Leningrado e tra i più brillanti coloristi post-impressionisti russi della seconda metà del XX secolo. Particolarmente significativo nel suo percorso artistico è il periodo trascorso in Uzbekistan a causa del trasferimento dell’Accademia a Samarcanda durante la II guerra mondiale. Le insolite condizioni di vita, la singolarità e la bellezza dell’architettura uzbeka rimasero senza dubbio impresse nella memoria della giovane pittrice, così come il soggiorno presso la dacia accademica vicino a Volochek nella regione di Tver’ (1953), dove iniziò l’autentica fioritura del suo talento pittorico. Nelle sue opere, infatti, si rintracciano sia il senso dei colori e delle decorazioni dell’arte islamica assimilati a Samarcanda sia l’eco di una natura incontaminata e viva conosciuta durante la permanenza alla dacia dei pittori. E proprio “vive” sono paradossalmente le sue nature “morte”, che appunto non si possono definire tali e non rientrano nelle anguste cornici del genere, perché mai sceniche e di tale potenza pittorica e poetica da suscitare, nonostante il rigore compositivo celato dietro un’apparente casualità, impressioni puramente sensoriali di particolare vitalità. Lo spettatore rimane colpito dall’originalità complessiva della composizione e dagli accostamenti di colori decisi, rafforzati da spesse pennellate dinamiche.

MUSEI

Mosca, Ministero della Cultura
San Pietroburgo, Museo dell’Accademia delle Belle Arti
Krasnoiarsk, Museo delle Belle Arti
Novgorod, Museo delle Belle Arti
Novosibirsk, Museo delle Belle Arti
Vologda, Museo d’Arte Moderna
Ivanovo, Museo delle Belle Arti
Kaliningrad, Museo d’Arte Moderna

Le opere di Maya Kopitzeva sono trattate in permanenza dalla Galleria d’Arte Pirra e sono pubblicate a colori su monografie curate dalla Galleria.