MARINA USPENSKAYA

Paesaggio urbano - MARINA USPENSKAYA
Paesaggio urbano (U-21)
Risveglio - MARINA USPENSKAYA
Risveglio (U-1-2-3)
In cortile - MARINA USPENSKAYA
In cortile (U-6)

Marina Evgenevna USPENSKAYA (Mosca, 1925 – 2007)

Marina Evgenevna Uspenskaya nasce a Mosca in una famiglia con solide tradizioni artistiche, il nonno è infatti il pittore Vasily Navozov. Si laurea presso la “Scuola d’Arte 1905”, dove studia teatro e arti decorative con V. A. Shestakov, e nel 1947 frequenta il dipartimento di grafica del Surikov Institute, dove studia illustrazione sotto la guida di D. E. Dekhtyaryev. Ed è l’illustrazione, in particolare dei libri per bambini, a rivelarsi da subito la vera grande passione dell’Uspenskaya. Nel corso della sua lunga carriera ha realizzato illustrazioni per circa 200 libri per l’infanzia pubblicati non solo in Unione Sovietica, ma anche in Cecoslovacchia, Francia, India e Giappone. La sua fama è legata soprattutto all’illustrazione delle fiabe russe tradizionali, tra cui Sneguročka (La fanciulla di neve), Zoccolo d’argento di Pavel Bazhov e Il fiorellino scarlatto di S. T. Aksakov. Ha lavorato per le principali case editrici russe (Detskaya Literatura, Detgiz, Malysh) ed è stata una degli artisti di punta della famosa rivista per ragazzi Murzilka dal 1958 al 1960. In totale, le sue illustrazioni sono state riprodotte in più di 115 milioni tra libri e cartoline. Dal 1954 è membro dell’Unione degli Artisti Russi.
Marina Uspenskaya utilizza sapientemente l’acquerello, la china e la tempera per trasferire sulla carta la vita di tutti i giorni, attraverso, però, lo sguardo di un bambino: possiede, infatti, la rara dote di saper guardare la vita quotidiana con occhi innocenti, riuscendo a comunicare attraverso le immagini la gioia di essere fanciulli, anche in un mondo adulto non sempre accogliente. Le sue illustrazioni dai toni delicati sono dettagliate, ma con un tratto semplice e molto leggero.
La sua attività artistica "privata" si esprime con paesaggi lirici, colorate e luminose tempere dei dintorni di Mosca e Tarusa (località della tanto amata dacia dell’artista) e nature morte. Nel corso degli anni il suo stile cambia, pur rimanendo sempre molto personale e fortemente riconoscibile. Dalla fine del 1960 inizia ad abbandonare gradualmente il realismo e le scene di genere per avvicinarsi a un mondo più espressionista e quasi simbolico. Gli enormi cambiamenti che dalla fine degli anni ‘80 hanno segnato la transizione dell’Unione Sovietica alla nuova Russia, si riflettono inevitabilmente anche sulla creatività della Uspenskaya, ad esempio nelle colorate, spesso di acceso rosso o arancione, immagini delle “nuove donne russe”, come lei stessa le definisce, ritratte nel quotidiano. Negli ultimi anni il mezzo espressivo che predilige è la matita colorata, che porta sempre con sé ovunque (nella metropolitana, a teatro o al mercato) per fissare velocemente scene di vita che la colpiscono.
Marina Uspenskaya è un’artista di rara grandezza. Possiede straordinarie competenze tecniche, disegna con maestria, il suo tocco è abile e preciso, ma queste abilità “accademiche” non hanno mai limitato la sua creatività. La sua arte, pur evolvendosi, è rimasta sempre fresca e continua a riscuotere successo perché la brillante personalità dell’artista, nel tempo, non è cambiata: ha saputo rendere espressiva ogni sua opera, dall’illustrazione di un libro per bambini a un paesaggio ad olio.