GIULIO D’ANNA

Composizione con chitarra - GIULIO D’ANNA
Composizione con chitarra (D'Anna)

Giulio D’ANNA (Villa Rosa 1908 – Messina 1978)

Morto prematuramente il padre, si trasferisce con la famiglia a Partinico, in provincia di Palermo, dove entra in contatto con l’ambiente culturale grazie anche al fratello maggiore, Giacomo, che lavorava alla libreria Trimarchi. Si trasferisce poi a Messina, dove lavora alla libreria Principato e dove frequenta esponenti del milieu futurista, che lo indirizzano all’esplorazione della pittura, in particolare dell’aeropittura. Con la pubblicazione del Manifesto dell’Aeropittura (1929) D’Anna, con il supporto di Guglielmo Jannelli, decide di dedicare a quell’ambito la sua vena creativa. Da Messina mantiene sempre i contatti con Palermo, vedendo nella capitale dell'isola il centro più vivo e dinamico delle arti figurative, soprattutto per la presenza della prima generazione dei futuristi siciliani: Vittorio Corona, Pippo Rizzo e Antonino Varvaro, punti di riferimento della sua attività artistica e di quella del giovanissimo Renato Guttuso, che conosce alla fine degli anni venti, ma con il quale consolida l'amicizia intorno al 1932. Dedicatosi all'attività di libraio, occasione di incontri con l'ambiente culturale del tempo, nel 1931 D'Anna approda alla prima personale presso la Galleria Vittorio Emanuele III. La mostra fu visitata da Filippo Tommaso Marinetti, che esprimendo il suo totale favore a proposito della produzione esposta, incitò l'artista a prendere parte alle principali mostre futuriste nazionali. È il primo pittore messinese ad esporre alla XIX Biennale di Venezia nel 1934 ed alla II Quadriennale di Roma l'anno successivo, registrando anche la vittoria del primo premio tra i giovani artisti presso la Mostra d'Arte Coloniale di Parigi con il dipinto Lettrice futurista. Negli anni Cinquanta, Settanta e primi Settanta sperimenta il polimaterico e nuove prospettive futuriste in varie mostre a Messina e Roma.
Non abbandonò mai l'attività nella libreria di famiglia, che anzi divenne un polo culturale messinese.