DORA MAAR

Composizione astratta turchese - DORA MAAR
Composizione astratta turchese (Maar turchese)
Composizione astratta arancio - DORA MAAR
Composizione astratta arancio (Maar arancio)

Dora MAAR (Parigi 1907 – 1997)

Dora Maar, nome originale Henrietta Theodora Markovitch (Marković), è una fotografa, poetessa e pittrice francese la cui carriera e i cui successi sono stati oscurati, mentre era in vita, dalla relazione con Pablo Picasso. La sua opera è stata riscoperta e rivalutata dopo la sua morte.
Maar, madre francese e padre croato, trascorre la sua infanzia a Buenos Aires, dove il padre lavora come architetto. Tornata a Parigi nel 1926, studia arte presso varie scuole tra cui l'Académie Julian e l'atelier di André Lhote. All'inizio degli anni Trenta intraprende la carriera come fotografa, condivide lo studio con lo scenografo Pierre Kéfer, conosce Man Ray e adotta il nome Dora Maar. Gli anni Trenta, caratterizzati da una forte crisi economica, rappresentano un periodo favorevole allo sviluppo della “fotografia di strada”. La sua attenzione è catturata dalla gente senza lavoro che vaga per le vie della metropoli, dai mendicanti, dai vagabondi e dalle madri sole con i figli piccoli, che ritrae con profonda umanità. Lavora nella moda e nella pubblicità, ma la sua rete di conoscenze si espande velocemente e nel 1935 entra a far parte del circolo surrealista, ne condivide l’impegno politico, fotografa molti degli artisti che ne fanno parte, espone con loro e stringe forti legami con André Breton, Paul Éluard e Georges Bataille. Il suo lavoro inizia ad assumere le caratteristiche oniriche, oscure e talvolta angoscianti tipiche del Surrealismo. Il mondo dei sogni, l'arte infantile, il primitivo, l'erotismo e l'inquietante stranezza del quotidiano: questo è l'universo di Dora.
La storia d'amore tra Maar e Picasso inizia nel 1936. Lei lo immortala spesso, così come lui ritrae lei, e le foto di lui mentre dipinge Guernica sono uno straordinario documento storico che testimonia la realizzazione di una delle opere pittoriche più significative del Novecento. Alla fine degli anni Trenta Maar torna alla pittura e ad esporre. La relazione con Picasso nel corso degli anni degenera fino a naufragare definitivamente nel 1946.
La tormentata vita sentimentale e i dolorosi eventi della seconda guerra mondiale la travolgono, facendola sprofondare nella depressione e in una crisi psicologica che richiede il ricovero psichiatrico. Grazie all’intervento dell’amico Éluard, viene trasferita nella clinica dello psicoanalista Jacques Lacan, che la seguirà personalmente.
La pittura e la religione rappresentano le due strade per trasformare lo sconforto procurato dalla perdita dei suoi punti di riferimento. La sua produzione pittorica si emancipa dall’influenza di Picasso per evolversi liberamente. Dagli anni Cinquanta i soggetti delle sue opere si arricchiscono dei paesaggi disadorni di Ménerbes, luogo in cui Picasso le aveva regalato una casa e dove conduce una vita molto riservata: meditazione, ricerca spirituale e pittura. Durante gli anni che precedono la sua morte riprende la fotografia e rielabora dei vecchi fotogrammi. Nel 1995 a Valencia viene allestita la sua prima grande retrospettiva di fotografie e dipinti (Fundación Bancaixa).
Dora Maar si spegne il 16 luglio del 1997.

Nel 2006 la sua casa (la Dora Maar House)di Ménerbes è stata aperta come ritiro per scrittori, studiosi e artisti all’interno di un programma gestito dal Museum of Fine Arts di Houston.

Numerose sono le pubblicazioni a lei dedicate.

Tra le mostre più recenti:
2014 Dora Maar. Nonostante Picasso, Palazzo Fortuny, Venezia
2019 Dora Maar, Centre Pompidou, Parigi
2019-2020 Dora Maar, Tate Modern, Londra, in collaborazione con il Centre Pompidou di Parigi ed il J. Paul Getty Museum di Los Angeles, è la più ampia retrospettiva mai organizzata.