BALTHUS

Studio per “Lena con le braccia conserte” - BALTHUS
Studio per “Lena con le braccia conserte” (Balthus)

BALTHUS (Parigi 1908 – Rossinière, Svizzera 2001)

Balthasar Klossowski de Rola, detto Balthus, nasce in una famiglia di artisti che facevano parte dell'élite culturale parigina. Trascorre la giovinezza tra Berlino, Berna e Ginevra al seguito degli irrequieti genitori. Comincia a disegnare e a dipingere molto giovane, incoraggiato dal poeta Rainer Maria Rilke, compagno della madre dopo la separazione dei genitori. Già nelle sue prime opere l’artista volta deliberatamente le spalle alle avanguardie del XX secolo, considerandosi l’erede dei grandi maestri classici, soprattutto rinascimentali. A cominciare dagli anni Trenta, Balthus si specializza in interni essenziali, dai colori crepuscolari in cui spesso campeggiano ragazze adolescenti dall'aria malinconica ed enigmatica. La sua prima esposizione personale è del 1934. La tematica sessuale aleggia nella sua opera e talvolta suscita scandalo. Il suo universo è impregnato di voluttuosa nostalgia ed è al di fuori del tempo. Nel 1937 sposa Antoinette de Watteville, ma la relazione si rivelerà burrascosa e dolorosa. Dopo l’esperienza della guerra, Balthus si ritira dall’ambito artistico parigino e nel 1953 si trasferisce nel castello di Chassy, dove resta fino al 1961, quando viene nominato direttore dell’Accademia di Francia a Roma. Nel 1967 sposa la giapponese Setsuko Ideta.
Nel 1977 si trasferisce a Rossinières, in Svizzera, dove muore nel 2001. Nel 1980 vengono esposti 26 suoi dipinti alla Biennale di Venezia. Nel 1983, il Centre George Pompidou di Parigi presenta la prima grande retrospettiva dell’opera di Balthus, mostra ripresa in seguito dal Metropolitan Museum di New York e dal museo della città di Kyôto.
L'opera di Balthus è un singolare esempio di percorso personale e solitario. La sua pittura muove da una sintassi formale derivata dalla più rigorosa tradizione. Più che uno sviluppo stilistico vi si può ritrovare una costante ricerca di corrispondenze tra un severo studio formale e le possibilità evocative di una realtà quotidiana e, insieme, inquietante ed emblematica.

Ricca la bibliografia a lui dedicata, così come numerosi i musei in tutto il mondo che ospitano le sue opere.