ALESSANDRO BRUSCHETTI

Studio per "Acrobazia tra le nubi" - ALESSANDRO BRUSCHETTI
Studio per "Acrobazia tra le nubi" (Bruschetti)

Alessandro BRUSCHETTI (Perugia 1910 - Brugherio 1980)

Pittore, muralista, restauratore e insegnante, è tra gli esponenti della corrente futurista. Si forma presso l’Istituto d’Arte e l’Accademia di Belle Arti di Perugia, sua città natale; nel 1931 si trasferisce a Roma, per seguire i corsi dell’Istituto del Restauro e consegue l’abilitazione all’insegnamento. Durante la permanenza nella Capitale entra in rapporti col movimento futurista e Marinetti, dopo aver visto il suo Dinamismo di cavalli (1932), ne decreta ufficialmente l’ingresso nel gruppo. L’incontro lo aveva combinato il concittadino Gerardo Dottori, conosciuto a Roma, con il quale stringe da subito un fecondo sodalizio. Nel 1941, assieme a Dottori, sottoscrive il Manifesto umbro dell'aeropittura. Nel 1933 partecipa alla Mostra Nazionale Futurista a Roma, all’Omaggio futurista a Umberto Boccioni a Milano e nel 1935 allestisce la prima personale da Bragaglia a Roma. È presente a tutte le più importanti manifestazioni artistiche: alle Biennali di Venezia (1934, 1936, 1938 e 1942) e alle Quadriennali di Roma del 1935 e 1939. A livello internazionale partecipa alle mostre di aeropittura di Amburgo e Berlino del 1934 e di Istanbul e Vienna del 1935. Nello stesso anno torna a Perugia, dove inizia un’intensa attività di restauratore. Nel 1956 si trasferisce a Monza e stringe stretti legami con i futuristi milanesi Andreoni, Acquaviva e Crali, con i quali espone in varie rassegne. Nell’ambito del Futurismo Bruschetti è noto soprattutto per aver sviluppato uno stile aeropittorico di ascendenza dottoriana con caratteristiche tuttavia molto personali. Egli era infatti dotato di una grande abilità pittorica ed aveva sviluppato una tecnica in base alla quale la stesura pittorica risultava estremamente precisa nella costruzione geometrica e fortemente rigorosa sul piano formale. Questo lo aveva portato a sviluppare vedute aeroplaniche di grande effetto, dove le macchine volanti che solcano il cielo creano arabeschi aerei altamente suggestivi. Verso la metà degli anni Sessanta Bruschetti attraversa un periodo di sperimentazione che lo porta ad elaborare la pittura purilumetrica, cioè la ricerca dello splendore della luce attraverso le geometrie e il colore, con inserimenti, nell’ultima fase, di elementi metallici. Rientrato a Perugia verso i primi anni Settanta, si dedica in particolare a cicli pittorici di grandi dimensioni per edifici sacri con un nuovo linguaggio astratto-geometrico.